Un pomeriggio d’estate passeggiando
con delle amiche nelle strette vie del Centro Storico, abbiamo capito di essere
seguite da alcuni ragazzi che con i palloncini d’acqua volevano bagnarci.
All’improvviso ci mettemmo a correre per trovare un rifugio ma ben presto ci
accorgemmo di esserci perse. Dove eravamo?! Che posto era quella piccola piazza
sotto il livello stradale? Chiedemmo informazioni a una signora anziana che,
attirata dal nostro schiamazzo, si era affacciata dal piccolo balcone della sua
abitazione. Le chiedemmo dove fossimo capitate e se poteva raccontarci qualcosa.
La nostra domanda ottenne subito una risposta o meglio un lungo racconto che
ascoltammo sedute insieme a lei su uno dei gradini della scalinata principale.
“Care ragazze”, iniziò a raccontare la signora Dorina (questo il nome della
nostra narratrice), “vi trovate nell’antico quartiere della Lama, costruito a ridosso dell’antico tracciato delle mura
difensive, fra la parte storica e la parte moderna della città. Come potete
osservare si tratta di un autentico anfiteatro naturale sorto fra le semplici
casupole di Martina, intervallate da scalette e ballatoi. Guardatevi attorno e
potrete intravedere quel intricato puzzle di tetti, terrazzini, comignoli,
finestrelle e porticine che incorniciano in modo armonioso questa piccola e
rara piazzetta”. “Ma quando fu costruito questo quartiere?” le chiedemmo ancor
prima che continuasse la sua descrizione architettonica.
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Di quel tempo dedito alla fede e al lavoro che qui ha lasciato le sue tracce” Questa riflessione della signora Dorina ci portò a guardarci negli occhi e tutte insieme esclamammo: “Il Sabato del Villaggio! Se Leopardi fosse vissuto a Martina avrebbe ambientato la sua poesia in questo luogo magico!” “Brave ragazze”- rispose Dorina- “avete fatto una giusta osservazione, se guardate in basso a destra ancora esiste la piccola bottega di un fabbro tinteggiata dalla fuliggine rosseggiante.” Il Racconto era piacevole, ma era tardi e dovevamo tornare a casa. Ci alzammo dal gradino, ringraziammo la nostra narratrice promettendole di ritornare per ascoltare altri racconti sulla nostra città, ma, prima dei baci finali, ci invitò a ritornare nei giorni in cui vengono organizzati spettacoli e intrattenimenti vari.


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