Dal 16 al 30 maggio noi alunni delle classi prime dell’ I.C.
Amedeo d’ Aosta ci siamo recati a Bari per assistere allo spettacolo musicale“Ciao Pinocchio”. Da alcuni anni il
teatro Petruzzelli di Bari mostra molta attenzione al pubblico di giovanissimi.
Infatti la programmazione voluta da sovrintendente è dedicata a opere
finalizzate al pubblico delle scuole e delle famiglie. Il nostro Istituto ha
aderito con molto entusiasmo all’iniziativa e noi alunni abbiamo la possibilità
di assistere a spettacoli molto coinvolgenti e adatti alla nostra età. Martedì
28 maggio ci siamo recati a Bari per assistere allo spettacolo “Pinocchio”.
Lungo il percorso abbiamo ascoltato le notizie storiche sul teatro narrateci
dalle nostre insegnanti. Ricordo che il teatro Petruzzelli è tra i luoghi della
cultura più conosciuti e amati d’Italia. Nato alla fine dell’Ottocento all’ingresso
del quartiere Umbertino e sul centralissimo Corso Cavour, il suo
palcoscenico, il quarto più grande dell’intero Paese, ha accolto i più grandi
attori del secolo scorso. Tuttavia la sua gloriosa storia subisce una brusca
interruzione, poiché il 27 ottobre 1991 un vasto incendio doloso lo distrusse
quasi interamente. Il collasso della famosa e imponente cupola impedì che le
fiamme facessero crollare anche il resto. Bisognerà aspettare 18 anni per
rivederlo all’opera. L’opera di restauro, infatti, durò fino al 2009. Ricostruito
interamente con soldi pubblici e finanziamenti europei, è stato riconsegnato
al Comune di Bari il 7 settembre 2009.La favola di Pinocchio, scritta da Carlo Collodi (pseudonimo di Carlo Lorenzini), la conosciamo tutti. Tutto ha inizio quando, nella propria bottega, II falegname Geppetto con un pezzo di legno «che piangeva e rideva come un bambino» costruisce il burattino Pinocchio, che parla, cammina e si muove come un vero bambino e si rivela subito un autentico discolo.
È così che, sulla via per andare a scuola, Pinocchio si
imbatte nel Gran Teatro dei Burattini dove si guadagna le ire del proprietario
del teatro, Mangiafuoco, per aver interrotto lo spettacolo. Desideroso di
gettare il burattino di legno tra le fiamme, Mangiafuoco riesce ad intenerirsi
alle richieste di Pinocchio e decide di donargli 5 monete d’oro affinché torni
a casa da Geppetto.
L’ingenuità del burattino si rende ben manifesta quando
sulla propria strada incontra due temibili truffatori, il Gatto e la Volpe, che
convincono con la menzogna Pinocchio a piantare il proprio denaro al Campo dei
Miracoli affinché questo si moltiplichi. Intenzionati a derubarlo, il Gatto e
la Volpe si travestono da assassini, inseguono il povero burattino e, una volta
acciuffato, lo impiccano alla Quercia grande. Pinocchio viene salvato
dall’intervento di una Bambina dai capelli turchini che si rivela essere una
fata. Curato e accudito da quest’ultima, il burattino inizia a raccontare le
proprie vicende ma vede il suo naso allungarsi sempre più: la fata gli spiega
che è la diretta conseguenza delle bugie che sta raccontando e, in attesa
dell’arrivo di Geppetto, gli propone di rimanere lì a vivere con lei. Pinocchio
promette alla Fata turchina di seguire la retta via, così da poter diventare un
bambino vero.
Il giorno prima della tanto agognata trasformazione, Pinocchio
decider però di seguire il suo amico Lucignolo nel Paese dei Balocchi, un luogo
speciale dedicato solamente alla baldoria e al divertimento.



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