domenica 11 agosto 2019

PINOCCHIO


CIAO PINOCCHIO
DAL LIBRO DI COLLODI AL PALCOSCENICO DEL TEATRO PETRUZZELLI DI BARI

Dal 16 al 30 maggio noi alunni delle classi prime dell’ I.C. Amedeo d’ Aosta ci siamo recati a Bari per assistere allo spettacolo  musicale“Ciao Pinocchio”. Da alcuni anni il teatro Petruzzelli di Bari mostra molta attenzione al pubblico di giovanissimi. Infatti la programmazione voluta da sovrintendente è dedicata a opere finalizzate al pubblico delle scuole e delle famiglie. Il nostro Istituto ha aderito con molto entusiasmo all’iniziativa e noi alunni abbiamo la possibilità di assistere a spettacoli molto coinvolgenti e adatti alla nostra età. Martedì 28 maggio ci siamo recati a Bari per assistere allo spettacolo “Pinocchio”. Lungo il percorso abbiamo ascoltato le notizie storiche sul teatro narrateci dalle nostre insegnanti. Ricordo che il teatro Petruzzelli è tra i luoghi della cultura più conosciuti e amati d’Italia. Nato alla fine dell’Ottocento all’ingresso del quartiere Umbertino e sul centralissimo Corso Cavour, il suo palcoscenico, il quarto più grande dell’intero Paese, ha accolto i più grandi attori del secolo scorso. Tuttavia la sua gloriosa storia subisce una brusca interruzione, poiché il 27 ottobre 1991 un vasto incendio doloso lo distrusse quasi interamente. Il collasso della famosa e imponente cupola impedì che le fiamme facessero crollare anche il resto. Bisognerà aspettare 18 anni per rivederlo all’opera. L’opera di restauro, infatti, durò fino al 2009. Ricostruito interamente con soldi pubblici e finanziamenti europei, è stato riconsegnato al Comune di Bari il 7 settembre 2009.

Dopo un’ora di viaggio eccoci arrivati e in fila davanti all’ingresso del Teatro in attesa di entrare.













La favola di Pinocchio, scritta da Carlo Collodi (pseudonimo di Carlo Lorenzini), la conosciamo tutti. Tutto ha inizio quando, nella propria bottega, II falegname Geppetto con un pezzo di legno «che piangeva e rideva come un bambino» costruisce il burattino Pinocchio, che parla, cammina e si muove come un vero bambino e si rivela subito un autentico discolo. 

È così che, sulla via per andare a scuola, Pinocchio si imbatte nel Gran Teatro dei Burattini dove si guadagna le ire del proprietario del teatro, Mangiafuoco, per aver interrotto lo spettacolo. Desideroso di gettare il burattino di legno tra le fiamme, Mangiafuoco riesce ad intenerirsi alle richieste di Pinocchio e decide di donargli 5 monete d’oro affinché torni a casa da Geppetto. 

L’ingenuità del burattino si rende ben manifesta quando sulla propria strada incontra due temibili truffatori, il Gatto e la Volpe, che convincono con la menzogna Pinocchio a piantare il proprio denaro al Campo dei Miracoli affinché questo si moltiplichi. Intenzionati a derubarlo, il Gatto e la Volpe si travestono da assassini, inseguono il povero burattino e, una volta acciuffato, lo impiccano alla Quercia grande. Pinocchio viene salvato dall’intervento di una Bambina dai capelli turchini che si rivela essere una fata. Curato e accudito da quest’ultima, il burattino inizia a raccontare le proprie vicende ma vede il suo naso allungarsi sempre più: la fata gli spiega che è la diretta conseguenza delle bugie che sta raccontando e, in attesa dell’arrivo di Geppetto, gli propone di rimanere lì a vivere con lei. Pinocchio promette alla Fata turchina di seguire la retta via, così da poter diventare un bambino vero.


Il giorno prima della tanto agognata trasformazione, Pinocchio decider però di seguire il suo amico Lucignolo nel Paese dei Balocchi, un luogo speciale dedicato solamente alla baldoria e al divertimento.
Passati 5 mesi nella più totale baldoria del Paese dei Balocchi, Pinocchio si trasforma in un asino, così come tutti i ragazzi che hanno deciso di vivere in quel luogo. Venduto prima ad un impresario da circo e poi ceduto a un compratore che vorrebbe usarne la pelle per realizzarne la membrana di un tamburo, Pinocchio viene gettato nell’acqua con l’intento di essere affogato. Liberato del proprio involucro asinino da alcuni pesci mandati dalla Fata turchina, torna così ad essere un burattino e fugge a nuoto. Nel mare viene però inghiottito da un Pesce-cane, lo stesso che due anni prima aveva mangiato anche Geppetto.

Padre e figlio si ritrovano così all’interno della pancia dell’animale, dalla quale riescono a fuggire grazie ad un tonno. Completamente cambiato da questa serie di esperienze che ha vissuto, Pinocchio decide di mettersi a lavorare per aiutare Geppetto a curarsi e inizia a studiare da autodidatta. Venuto a sapere che la Fata turchina è gravemente malata e ricoverata in ospedale, il burattino decide di andare a trovarla, donandole le proprie quaranta monete. Finalmente maturo Pinocchio viene così trasformato in un bambino vero. 



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