venerdì 16 agosto 2019

Viaggio di istruzione: "i Castelli di Federico II in Puglia e Basilicata.

Il secondo quadrimestre dell’anno scolastico è caratterizzato dalla presenza del viaggio d’istruzione, divenuto nel tempo parte integrante del percorso scolastico. Questa possibilità è un’occasione per oltrepassare i valori che si imparano sui banchi di scuola e responsabilizzare maggiormente noi alunni. I viaggi di istruzione, oltre ad essere fondamentali dal punto di vista informativo-culturale, sono delle opportunità per passare del tempo con i propri compagni. Non possiamo negare che essi non comportino dei rischi, ma ci permettono anche di vedere con i nostri occhi dei luoghi precedentemente studiati in classe. La nostra scuola, all’interno del percorso di Cittadinanza, prevede per le classi prime un itinerario nella nostra regione, per le seconde in una regione dello Stato italiano e per le terze nello Stato europeo. Noi alunni di prima quest’anno abbiamo affrontato il percorso lungo i castelli federiciani, per approfondire il nostro studio su Federico ii e le sue dimore in Puglia e in Basilicata. Prima della partenza, avevamo parlato dell’ Imperatore Federico e, grazie agli insegnanti che ci avevano spiegato ulteriori dettagli, la nostra curiosità era sempre più arricchita. Non tutti avevano già visitato i vari castelli, per questo alcuni ragazzi hanno potuto osservare particolari che magari in precedenza non avevano visto, e altri hanno visto per la prima volta questi meravigliosi castelli. Arrivato il gran giorno, ci si prepara e si chiude la valigia. Si salutano frettolosamente i genitori e poi…..tutti in pullman!
Itinerario
Pronti per il nostro viaggio
Castel del Monte, i Castelli di Lagopesole e Melfi e la suggestiva Matera, capitale della Cultura 2019. Il percorso prevede anche la partecipazione al laboratorio teatrale della Cittadella degli Artisti di Molfetta.
Dopo questa introduzione trovate descritte in maniera più dettagliata tutte le mete da noi percorse, per farvi sentire un po’ come se foste venuti con noi. 




CASTEL DEL MONTE

Caro diario, sono nella camera dell’albergo in attesa del pranzo ti racconto l’inizio del tanto atteso viaggio di istruzione dedicato ai Castelli federiciani in Puglia e Basilicata. Prima tappa è stata Castel del Monte che già avevamo studiato a scuola durante le attività dei laboratori pomeridiani finalizzati 
alla ricerca di informazioni relative ai luoghi da visitare  e alla produzione di cartelloni contenenti immagini e didascalie.


Castel del Monte è una fortezza del XIII secolo fatta costruire dall'imperatore Federico II. Ti confesso che dallo studio sui libri a vivere la realtà il mondo cambia. La prima impressione che ho ricevuto è la maestosità del Castello che si innalza su una collina che domina  con la sua massiccia struttura ottagonale l'altopiano delle Murge occidentali in Puglia, nell’attuale frazione omonima del comune di Andria.
Costruito intorno al 1240, Castel del Monte divenne la sede permanente della corte di Federico II di Hohenstaufen, diventato a soli tre anni sovrano del Regno di Sicilia. Il monarca, soprannominato “Stupor Mundi” per  la vastità della sua cultura, lasciò in eredità al suo Castello tutto il mistero che ne circondava la sua figura. La guida che ci ha accompagnato alla scoperta dei misteri del Castello è stata molto brava a non farci annoiare perché ci ha fatto interagire con delle piccole attività di caccia al tesoro. Ti spiego. Ci narrava le caratteristiche strutturali e artistiche del Castello e poi ci chiedeva di individuare da soli alcuni particolari che lei aveva nominato. Per esempio un frammento di pavimento realizzato a mosaico in cui è presente la stella ebraica.




Ci siamo divertiti. Ricordo molto bene la spiegazione relativa alla pianta basata sull’otto come numero guida e il suo posizionamento, studiato in modo da creare particolari simmetrie di luce nei giorni di solstizio ed equinozio, creano un simbolismo che appassiona  gli studiosi e lascia ai visitatori una sensazione di piacevole enigma. Otto sono i lati della pianta del Castello, otto le sale del piano terra e del primo piano a pianta trapezoidale disposte in modo da formare un ottagono, e otto sono le imponenti torri, ovviamente a pianta ottagonale, disposte su ognuno degli otto spigoli.  La guida ci ha detto che gli studiosi ritengono probabile che nel cortile interno fosse presente una vasca anch’essa ottagonale. L’interno, con le sue alte volte a crociera o a botte, appare ormai spoglio da tutte quelle decorazioni che nel passato rendevano i suoi spazi maestosi, testimoniate da resti di marmo e mosaici in gran parte scomparsi dopo secoli di incuria e vandalismo.


I due piani interni sono collegati nelle torri da scale a chiocciola disposte in senso antiorario, a differenza delle altre costruzioni difensive dell’epoca.  Quando siamo saliti ci girava la testa!! Interesse è l’installazione idraulica per i servizi igienici, di origine orientale.
Capolavoro di inestimabile valore della storia d'Italia, Castel del Monte merita pienamente il titolo di “patrimonio dell’umanità”: un luogo da vivere nei suoi mille misteri e da visitare almeno una volta nella vita.
Termino qui il racconto della mia esperienza ……..devo andare a pranzare e non posso tardare nel pomeriggio ci aspetta il laboratorio teatrale. L'esperienza del laboratorio teatrale a Molfetta è stata divertentissima. Siamo giunti nel primo pomeriggio e dopo l'affettuosa accoglienza abbiamo assistito alla proiezione e narrazione di notizie relative alla vita dell' imperatore Federico II. Le conoscenze apprese erano nuove perchè riferite moto alla vita familiare dell'imperatore e della sua corte. Successivamente siamo stati invitati a recitare dei piccoli quadri di vita di corte indossando i costumi dell'epoca. Non racconto altro perchè siamo riusciti a realizzare un video molto divertente.





MATERA
L'ultima tappa del  nostro viaggio d’istruzione “ALLA SCOPERTA DEI CASTELLI 
FEDERICIANI”, ha previsto la visita alla  città di MATERA.Vi chiederete come possa rientrare la città di Matera con FEDERICO II, in effetti non centra molto. Siamo andati a visitarla poiché quest’anno è stata nominata “CAPITALE DELLA CULTURA dall’UNESCO”. Appena arrivati e dopo una piacevole camminata, abbiamo incontrato la nostra guida che ci ha condotto a visitare la “CATTEDRALE DELLA MADONNA DELLA BRUNA”, edificata nel XIII secolo. 
Appena giunti davanti alla Cattedrale ci ha spiegato che per motivi di organizzazione fra guide turistiche, lei non ci poteva accompagnare all’interno pertanto avremmo continuato la visita da soli. Ma noi avevamo, come accompagnatore, il nostro  prof. Montanaro, docente di Arte che ci ha spiegato tutto e non solo della Cattedrale ma anche di ciò che avremmo visitato successivamente. Abbiamo ascoltato con molta attenzione  nostro professore che abbiamo osservato con ammirazione e ascoltato con passione mentre ci spiegava le varie opere d'arte.

Il nostro Prof. Pasquale Montanaro

 Seguiteci nella visita




LA FACCIATA DELLA CATTEDRALE

L'esterno conserva quasi intatta la sua forma originaria.La facciata è dominata dal rosone a sedici raggi, sormontato dall'arcangelo Michele e con due figure maschili ai lati ed un'altra in basso che funge da atlante. Il rosone è affiancato da 4 colonnine, mentre dal frontone scendono altre 12 colonnine pensili, simboleggianti rispettivamente i 4 evangelisti ed i 12 apostoli, sostenute da telamoni.








PARTICOLARE DEL ROSONE

Particolare della facciata
Al centro della facciata vi è la porta maggiore, chiusa da un arco a tutto sesto con la statua della Madonna della Bruna nella lunetta. Ai lati della porta vi sono le statue dei santi Pietro e Paolo, mentre alle estremità della facciata quelle seicentesche in altorilievo dei santi Eustachio e Teopista.




Nella facciata destra, posta su piazza Duomo, vi sono altre due porte, delle quali la più caratteristica è quella posteriore, detta "porta dei leoni" per i due leoni scolpiti nella pietra che la fiancheggiano accovacciati reggendo le colonne. Nella lunetta sormontante l'altra porta, detta "porta di piazza", è inserito un bassorilievo raffigurante Abramo, padre delle tre religioni monoteistiche, tutte presenti in città all'epoca della costruzione. 


Facciata destra
Sul lato posteriore sinistro vi è il campanile, coevo alla chiesa, alto 52 metri ed a quattro piani, di cui tre con bifore ed il quarto con monofore, sormontato da una piramide di epoca successiva.


Interno della Cattedrale-navata centrale
L'interno è a croce latina ed a tre navate, con quella centrale che si eleva sulle altre, che sono divise tra loro da arcate a tutto sesto sostenute da dieci colonne sormontate da capitelli in pietra; ha subìto notevoli trasformazioni a partire dal 1627 con l'aggiunta di stucchi e decorazioni, e nel 1776 i rivestimenti di cornici e stucchi furono ricoperti di un velo di oro. La navata centrale è illuminata da 10 finestre, con il soffitto a capriate ricoperto nel 1719 da un controsoffitto ligneo su cui nel XIX secolo furono inserite tre tele dipinte dal calabrese Battista Santoro.
Di rilievo è un affresco bizantino risalente al 1270 della Madonna della Bruna con il Bambino benedicente con due dita, attribuito a Rinaldo da Taranto e ubicato sull'altare della prima campata della navata sinistra detto "della Bruna". 
La Madonna della Bruna

Dopo la cappella del Sacramento vi è la cappella rinascimentale dell'Annunziata realizzata da Giulio Persio, con volta a cassettoni e pareti a nicchie. In fondo alla navata c'è la cappella dove è situato il presepe in pietra dura realizzato dagli scultori Altobello Persio e Sannazzaro di Alessano tra il 1530 e il 1534, una delle sue opere più imponenti, che richiama diversi elementi propri della città di Matera.

Cappella dell'Annunziata

Dello stesso Altobello Persio è anche un ricco dossale di altare in pietra con sculture, risalente al 1539, posto in fondo al transetto sinistro.

Terminata la visita della Chiesa il programma della giornata ci ha riservato la visita alla chiesa di San Pietro Caveoso edificata fra i famosi Sassi. Per raggiungere questo luogo  abbiamo fatto una lunga camminata tra vicoli e strade lastricate in forte discesa. E' stata una passeggiata molto impegnativa ma il paesaggio che si apriva davanti ai nostri occhi era unico, mozza fiato e siamo rimasti senza parole: situazione anomala per noi studenti che parliamo sempre!!!!!!



Arrivati di fronte alla chiesa siamo entrati ed era molto bella, il Prof. Montanaro ci ha spiegato che la sua iniziale costruzione risale al 1218.

Chiesa di San Pietro Caveoso
 L'edificio ha subito modifiche e ristrutturazioni nel corso dei secoli con la perdita di molte delle caratteristiche costruttive originali. Nel XVII secolo la chiesa venne ristrutturata totalmente con l'aggiunta dell'attuale facciata e la costruzione del campanile, mentre l'interno venne ingrandito con l'aggiunta di cappelle laterali e sostituendo l'originario soffitto ligneo a capriate con un tetto di tufo. Un ulteriore modifica avvenne nel 1706, come ricordato su di una lapide, l’interno fu infatti abbellito con stucchi e decorazioni; in quello stesso anno avvenne la consacrazione ad opera del arcivescovo Brancaccio. Sotto il tetto in tufo si decise di porre un controsoffitto ligneo, interamente decorato con scene che raffigurano l’incoronazione della Vergine.

Navata centrale della Chiesa
L’altare settecentesco è dominato da un polittico in legno datato intorno al 1540, uno degli elementi più interessanti presenti all’interno della chiesa; l’opera raffigura la Madonna con Bambino tra i Santi Pietro e Paolo, ignoto è l’artista materano che l’ha realizzata.
Terminata la visita siamo ritornati sulla piazza per un ultimo sguardo ai Sassi e per un breve giro fra i negozi pre acquistare piccoli ricordi da portare a casa.

Però adesso abbiamo fame e forse ………. dobbiamo recarci a pranzare.




La foto rappresenta un gruppo di studenti affamatiiiiiii








Nessun commento:

Posta un commento