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Nella Murgia sudorientale o Murgia dei
trulli tra i territori Alberobello, Locorotondo e Noci, in provincia di Bari, Martina
Franca e razionalmente selezionata, dal1927, una razza di cavalli di notevole
rusticità e di straordinaria prestanza fisica. Il nome Murgese trae origine dalla eterogenea popolazione ippica presente
nel territorio delle Murge già da epoche lontane, sulle quali influirono, tra il
secolo XV e il XIX, pregiati riproduttori di ascendenze spagnole, napoletane,
berbere e arabe. Grazie alle attente selezioni e agli sforzi compiuti dagli
allevatori per mantenere pura la razza, con il passare degli anni questo
cavallo ha dimostrato di avere delle ottime attitudini, tanto che oggi
l'allevamento di questa razza è in forte espansione. Del resto, gli esemplari
di razza murgese sono cavalli docilissimi che si abituano facilmente a essere
adoperati per la monta inglese. Proprio per questo, sono molto adatti al
turismo equestre e all'equitazione di campagna. Inoltre il loro portamento
fiero ed esuberante, unito ad una veloce capacità di apprendimento, li rendono
particolarmente spettacolari se utilizzati in caroselli e manifestazioni di
arte equestre. Nonostante la sua nobiltà, (era la cavalcatura dei nobilotti
pugliesi del XVI secolo), è un cavallo di poche pretese, molto robusto e
resistente, è un gran lavoratore per natura ed è ideale anche per gli attacchi.
Attualmente la razza "non" è ancora ben rappresentata ai massimi
livelli dello sport, anche se sempre più cavalieri professionisti scelgono un Murgese
per le competizioni di monta da lavoro, attacchi e dressage. Il Murgese
infatti, pur essendo nato nei luoghi che furono la culla dell'arte equestre
(Regno di Napoli), in epoca moderna ha pagato la mancanza di cultura sportiva
equestre e di tecnici competenti nel Sud Italia. Oggi la priorità individuata
dagli operatori del settore, è quella di formare tecnici che sappiano
utilizzare questi meravigliosi soggetti, non solo sfruttandone la naturale
spettacolarità, ma che sappiano anche ricondurre il murgese ad un utilizzo corretto
sotto l'aspetto tecnico nelle rispettive discipline.
Nel 1789 in nobile svizzero Carlo
Ulisse de Salis Marschlins, sceso dal cantone dei Grigioni nelle provincie
Napoletane per conoscerne direttamente le condizioni sociali, ed economiche,
cosi annoto al termine di una sua breve visita alla grande masseria di San
Basilio, in agro di Mottola, possedimento dei Caracciolo di Martina. “I cavalli del duca sono pregiatissimi,
specialmente per la loro forza, la loro gagliardia e la singolare bontà delle
loro unghie; qualità da attribuirsi probabilmente alla natura forte e secca dei
pascoli. Anticamente non c’era barone del Regno che non avesse una o più razze
di cavalli”.

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