sabato 7 settembre 2019

Il Cavallo Murgese


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Nella Murgia sudorientale o Murgia dei trulli tra i territori Alberobello, Locorotondo e Noci, in provincia di Bari, Martina Franca e razionalmente selezionata, dal1927, una razza di cavalli di notevole rusticità e di straordinaria prestanza fisica. Il nome Murgese trae origine dalla eterogenea popolazione ippica presente nel territorio delle Murge già da epoche lontane, sulle quali influirono, tra il secolo XV e il XIX, pregiati riproduttori di ascendenze spagnole, napoletane, berbere e arabe. Grazie alle attente selezioni e agli sforzi compiuti dagli allevatori per mantenere pura la razza, con il passare degli anni questo cavallo ha dimostrato di avere delle ottime attitudini, tanto che oggi l'allevamento di questa razza è in forte espansione. Del resto, gli esemplari di razza murgese sono cavalli docilissimi che si abituano facilmente a essere adoperati per la monta inglese. Proprio per questo, sono molto adatti al turismo equestre e all'equitazione di campagna. Inoltre il loro portamento fiero ed esuberante, unito ad una veloce capacità di apprendimento, li rendono particolarmente spettacolari se utilizzati in caroselli e manifestazioni di arte equestre. Nonostante la sua nobiltà, (era la cavalcatura dei nobilotti pugliesi del XVI secolo), è un cavallo di poche pretese, molto robusto e resistente, è un gran lavoratore per natura ed è ideale anche per gli attacchi. Attualmente la razza "non" è ancora ben rappresentata ai massimi livelli dello sport, anche se sempre più cavalieri professionisti scelgono un Murgese per le competizioni di monta da lavoro, attacchi e dressage. Il Murgese infatti, pur essendo nato nei luoghi che furono la culla dell'arte equestre (Regno di Napoli), in epoca moderna ha pagato la mancanza di cultura sportiva equestre e di tecnici competenti nel Sud Italia. Oggi la priorità individuata dagli operatori del settore, è quella di formare tecnici che sappiano utilizzare questi meravigliosi soggetti, non solo sfruttandone la naturale spettacolarità, ma che sappiano anche ricondurre il murgese ad un utilizzo corretto sotto l'aspetto tecnico nelle rispettive discipline.



 Nel 1789 in nobile svizzero Carlo Ulisse de Salis Marschlins, sceso dal cantone dei Grigioni nelle provincie Napoletane per conoscerne direttamente le condizioni sociali, ed economiche, cosi annoto al termine di una sua breve visita alla grande masseria di San Basilio, in agro di Mottola, possedimento dei Caracciolo di Martina. “I cavalli del duca sono pregiatissimi, specialmente per la loro forza, la loro gagliardia e la singolare bontà delle loro unghie; qualità da attribuirsi probabilmente alla natura forte e secca dei pascoli. Anticamente non c’era barone del Regno che non avesse una o più razze di cavalli”.

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